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Assemblaggio in linea dei macchinari

Tra le casistiche che in azienda si verificano con maggiore frequenza, vi è quella legata all’assemblaggio di diversi macchinari in serie, al fine di realizzare una linea di lavorazione.

Al di là degli aspetti puramente produttivi, è opportuno chiarire quali sono le procedure da seguire in materia di sicurezza.

Partendo dal presupposto che ciascuna macchina componente la serie sia rispondente alla normativa vigente e sia corredata da fascicolo tecnico, le problematiche da considerare sono essenzialmente due, di cui una tesa a tutelare l’incolumità degli operatori e l’altra inerente la documentazione integrativa da produrre.

Per soddisfare il primo punto, risulta necessario effettuare una valutazione dei rischi supplementari precedentemente non presenti ma che potrebbero presentarsi a seguito dell’assemblaggio in linea.

A tal proposito, un esempio illuminante è rappresentato da una linea composta da forno di essiccazione e vasca di raffreddamento. Nelle aree di stazionamento dell’operatore in adiacenza alla vasca, appare evidente che il rischio di esposizione ad alte temperature è da considerarsi trascurabile, ma se egli si posiziona in prossimità della sezione di contatto vasca – forno, ecco che la condizione risulta mutata ed il rischio di cui sopra va considerato, valutato e ridotto.

Se dunque i due macchinari risultano installati a notevole distanza, oppure se il forno non è proprio presente nella linea, non si avrà alcun aggravio di rischio, viceversa se, come sopra descritto, sono assemblati in linea ed a distanza ravvicinata.

Per quanto concerne la metodologia da adottare nella valutazione dei rischi, la scelta è libera, ma in genere si applicano la norma EN ISO 12100-1 e la EN ISO 14121-1 e, in base alle risultanze ed alla necessità o meno di installazione di ulteriori dispositivi di sicurezza, le norme in materia di Functional Safety, ossia la EN 62061:2005, al fine di stabilire il SIL – Safety Intergrity Level, relativamente ai sistemi di comando elettrici ed elettronici programmabili e la EN ISO 13849-1:2006, per valutare il PL – Performance Level richiesto.

Infine, si dovrà ovviamente tener conto di eventuali altre norme tecniche applicabili in sede di progettazione di dispositivi di sicurezza, come ad esempio la UNI EN 999 nel caso si renda necessaria l’installazione di comandi bimanuali ad azionamento simultaneo.

Nel prossimo articolo invece ci concentreremo sull’aspetto documentale.

articolo redatto dal nostro consulente ing. Paolo Zuccarelli