Privacy Policy La cartella sanitaria del lavoratore come deve essere gestita? - AlcaMed S.r.l.

La cartella sanitaria del lavoratore come deve essere gestita?

Una delle tante domande che spesso ci rivolgono è: sono stato licenziato, che fine farà la mia documentazione sanitaria acquisita dal medico del lavoro, propriamente detto Medico Competente?

Molti lavoratori e soprattutto molti datori di lavoro, non sanno davvero come comportarsi, eppure è tutto previsto dalla normativa, cerchiamo di spiegarlo semplicemente.

Quando il lavoratore cessa il rapporto di lavoro con un’azienda o comunque con il proprio datore di lavoro, deve ritirare la copia della cartella sanitaria.

Come si procede?

Basta semplicemente contattare il Medico Competente nominato che ha eseguito l’ultima visita periodica, solitamente i contatti li trovate sul giudizio di idoneità rilasciato anche al lavoratore.

Infatti, una delle modifiche introdotte dal D.Lgs. 81/08 riguarda l’obbligo della consegna al lavoratore, al momento della cessazione del rapporto di lavoro, di copia della cartella sanitaria e di rischio.

I riferimenti normativi prevedono:
Art. 18 Obblighi del datore di lavoro e del dirigente
g-bis) nei casi di sorveglianza sanitaria di cui all’articolo 41, comunicare tempestivamente al medico competente la cessazione del rapporto di lavoro;

Art. 25 Obblighi del medico competente (medico del lavoro)
e) consegna al lavoratore, alla cessazione del rapporto di lavoro, copia della cartella sanitaria e di rischio, e gli fornisce le informazioni necessarie relative alla conservazione della medesima; l’originale della cartella sanitaria e di rischio va conservata, nel rispetto di quanto disposto dal decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, da parte del datore di lavoro, per almeno dieci anni, salvo il diverso termine previsto da altre disposizioni del presente decreto;

Da quanto sopra, si evince che:
1) bisogna creare idonei protocolli di comunicazione tra il datore di lavoro e il medico competente, tali da comunicare per giusto tempo, alla figura sanitaria, tutte le cessazioni dei rapporti di lavoro, complete di ogni informazione utile;
2) il medico competente deve attuare procedure per creare copia della cartella sanitaria e consegnarla al lavoratore interessato.

Si ricorda che, tra gli obblighi di cui all’art. 18 a carico del datore di lavoro e dei dirigenti, vi è anche il controllo circa il rispetto delle norme da parte del medico competente.

E se il datore di lavoro e il medico competente non rispettano la normativa?

Sono previste importanti sanzioni:

  • per il datore di lavoro e dirigente che non comunicano al medico la cessazione del rapporto di lavoro la sanzione amministrativa prevista va da 548,00 a 1.972.80 euro;
  • per il medico competente che non fornisce al lavoratore, alla dimissione, copia della cartella sanitaria l’arresto fino a un mese o ammenda da 219,20 a 876,80 euro;
  • per il datore di lavoro che non si assicura che il medico adempia all’obbligo di consegna della cartella sanitaria, è prevista ammenda da 2.192,00 a 4.384,00 euro.

La verifica da parte del datore di lavoro circa l’adempimento dell’obbligo di consegna della cartella può avvenire, ad esempio, in occasione della riunione periodica mediante intervista del medico stesso e del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza.

Da quello che si evince, il lavoratore è fortemente tutelato, com’è giusto che sia, infatti va specificato che tutte le procedure qui descritte devono essere totalmente gratuite per il lavoratore.

Infatti, una volta ricevuta la cartella sanitaria personale, il lavoratore dovrà conservarla in luogo idoneo sino all’inizio del prossimo impiego, per poi consegnarla al medico competente della nuova azienda, in sede di visita preventiva.

Nella nostra pluriennale esperienza, abbiamo compreso che datori di lavoro e dirigenti, sono fortemente distratti su questi obblighi, mettendo troppo spesso in difficoltà, la gestione puntuale dei dati sanitari da parte del medico del lavoro.

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