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Morte sul lavoro: a Teramo una sentenza importante

A volte ci sembra di lottare contro i mulini a vento.

Troppo spesso, “alcuni” datori di lavoro, vivono con leggerezza la vita di ogni lavoratore, soprattutto sotto il profilo della sorveglianza sanitaria.

Negli ultimi anni, il ruolo del medico del lavoro meglio detto medico competente, assume sempre più un carattere di estrema importanza. E’ infatti limitativo racchiudere una buona Sorveglianza Sanitaria aziendale alla sola visita medica.

Il Medico del Lavoro è uno specialista, come il cardiologo, il ginecologo e oltre a sorvegliare sulla salute del lavoratore, deve vivere l’azienda a stretto contatto con il datore di lavoro, con i processi aziendali, con le figure chiavi quali RSPP e RLS nonchè con i lavoratori tutti.

Il vostro medico del lavoro, durante la visita annuale, esegue degli accurati colloqui con i lavoratori?

Approfondisce la mansione del lavoratore?

Esegue sopralluoghi aziendali “almeno una volta l’anno”?

Vi relazione in forma scritta l’andamento della Sorveglianza Sanitaria?

Vi fornisce in forma scritta il piano di sorveglianza sanitaria dettagliato per mansione, preoccupandosi di aver “ben compreso” i reali rischi della salute del lavoratore limitatamente alla mansione oggetto di discussione?

In questo articolo ci troviamo a commentare inermi, una sconfitta di tutti, ma soprattutto del datore di lavoro e dell’eventuale “preposto”, una figura che troppo spesso non viene considerata e soprattutto non viene formata.

Il medico competente aveva più volte rilasciato il giudizio di idoneità indicando chiaramente il divieto alla movimentazione manuale dei carichi: probabilmente la vita di quel lavoratore poteva essere salvata, il denaro non riuscirà mai a colmare il vuoto di una persona, di un familiare.

Raccomandiamoci una cosa, per il bene di tutti: collaborazione tra noi addetti del settore e gli imprenditori/datori di lavoro.

fonte: IL CENTRO, ed. 11/03/2019